Nelle scorse settimane la popolazione apriglianese è stata informata della prossima apertura del centro U.O. di Genetica Medica. La struttura sorge nel nostro Comune.
La Gazzetta del Sud, a firma di Fabio Melia, ha fornito una interessante ricostruzione delle vicissitudini che hanno accompagnato la vita dell’importante centro. Ve ne diamo cognizione.
“La ricerca genetica a due passi dalla città. Un sogno piuttosto caro, costato alle casse dell'Azienda sanitaria provinciale ben sei milioni di euro. È questa, infatti, la cifra stanziata nel 2009 per acquistare una serie di strumenti tecnologici mai entrati in funzione. Ma c'è di più: i marchingegni medici, custoditi all'interno della struttura Asp realizzata a pochi metri dal confine tra Donnici e Aprigliano, hanno rischiato di rimanere gravemente danneggiati dalle infiltrazioni causate da un tetto "birichino", probabilmente costruito non esattamente a regola d'arte. Insomma, come spesso è capitato nel mondo della sanità calabrese e cosentina, si stava configurando l'ennesimo spreco di dimensioni colossali. Soldi che si sarebbe potuto investire diversamente, anche perché pare che l'Azienda sanitaria non disponesse di personale adeguato a costituire una unità operativa di genetica medica. E sembra che sia stato proprio questo il motivo che, per tutto questo tempo, ha bloccato il progetto rendendolo praticamente irrealizzabile.
Con quale criterio si sia proceduto a spendere tutto quel denaro, almeno per il momento, non è dato saperlo. L'ex commissario straordinario dell'Asp, Franco Maria De Rose, si accorse di quella struttura nel 2010 e si attivò per un collaudo ancora mancante. A suo parere una parte del centro era già pronta ad essere utilizzata, magari per ospitare qualche laboratorio. Ma non se ne fece nulla. Poi è arrivata la gestione di Gianfranco Scarpelli che, preso atto dell'impossibilità di realizzare l'unità operativa di genetica e stimolato dal sottosegretario Antonio Gentile, ha iniziato ad attuare una decisa inversione di rotta rispetto al progetto originario. Al confine tra Donnici e Aprigliano dovrebbe sorgere un centro di ricerca bio-tecnologica, che ospiterà una bio-banca per la manipolazione e la produzione di cellule staminali. Se questa impresa dovesse essere portata a termine, ci troveremmo di fronte a un punto d'eccellenza per l'intero Mezzogiorno d'Italia.
La gestione del centro rimarrà nelle mani dell'Asp, che sta comunque stilando in questi giorni uno specifico protocollo d'intesa con l'Azienda ospedaliera cittadina e la Fondazione Amelia Scorza. Il coordinamento è stato già affidato al dottor Fortunato Morabito, primario del reparto di Ematologia dell'Annunziata. La necessità impellente è quella di reperire i fondi per creare una struttura di crio-conservazione (una sorta di "congelatore" delle cellule staminali). E c'è anche la volontà di avviare un percorso con i ricercatori dell'Airc, l'associazione che si batte per debellare il cancro. Grazie alla manipolazione delle cellule staminali, del resto, c'è la possibilità di effettuare i trapianti di midollo osseo, una novità assoluta per la nostra provincia. La strumentazione è già lì, pronta ad essere utilizzata. Con la speranza che gli annunci possano finalmente trasformarsi in realtà”.
Fonte: Gazzetta del Sud
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