Forse qualcuno avrà già letto la notizia: un cittadino di Desenzano sul Garda passa in una zona defilata dal paese, per andare a vedere se l’acqua di questi giorni ha fatto danni a una piccola piantagione di kiwi. Mentre cammina sul terreno, reso soffice dalla pioggia, sente dei lamenti, senza intendere da dove provengano. Lì vicino ci sono dei laterizi e delle macerie derivati dall’abbattimento di una piccola costruzione.
L’uomo si avvicina e, con enorme sorpresa, capisce che i lamenti escono dal terreno. Avvertita la polizia locale, gli uomini scavano freneticamente fra ghiaia e forati finché arrivano a scoprire il corpo di un cane sepolto vivo con una benda sugli occhi. Si chiama Jerry e il suo proprietario, ben presto rintracciato dalle forze dell’ordine, ha ammesso di avere seppellito il piccolo bretone da caccia 40 ore prima.
Jerry era disidratato, aveva lesioni, ulcere da decubito, ma è riuscito a sopravvivere ed è stato affidato immediatamente a una clinica veterinaria del luogo che lo ha messo in terapia intensiva dichiarandolo oggi fuori pericolo di vita. Il criminale pare sia un cacciatore danese che si è trasferito da molti anni sul lago di Garda. Non è dato sapere, da parte delle autorità inquirenti il motivo di questa crudeltà inaudita.
Qual potrebbe essere la pena per un crimine come questo che ha in sé qualcosa d’ignobile, di malignità e cattiveria profonda?
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