martedì 6 dicembre 2011
Terra Madre Day
Terra Madre Day: Il 10 dicembre una celebrazione globale di culture gastronomiche locali: in 110 Paesi eventi organizzati da Slow Food. Il 10 dicembre i soci Slow Food e gli aderenti alla rete di Terra Madre in tutto il mondo si uniranno idealmente per celebrare il Terra Madre Day. Festival gastronomici, cene a tema, mercati contadini, eventi culturali e conferenze.
lunedì 5 dicembre 2011
Un impianto minieolico nascerà a Poverella
Notizia Flash: Un impianto "minieolico", così denominato per l'utilizzo di generatori di altezza inferiore a 30 metri e di minore impatto ambientale, sarà realizzato non molto lontano da Aprigliano. Il sito è stato individuato nella località Poverella, in Sila.
mah....
Torna l'Ici sulla prima casa, inserita nella nuova imposta municipale (Imu) e aumenta l'addizionale Irpef (fino al 1,23%) a disposizione delle regioni. Sulle prime case l'Ici-Imu sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la rivalutazione delle rendite l'intervento vale 10-12 miliardi di euro, infatti aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case. Ma anche tasse per i più abbienti: sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170). Da settembre 2012, invece, le aliquote Iva del 10 e del 21% saranno incrementate di 2 punti. N'AVITI AFFUNNATU... grazie
sabato 3 dicembre 2011
Ci affonderanno!
Una manovra da 25 miliardi di euro. Con nuove tasse e tagli rilevanti. In primo luogo arriva una super-tassa sulle barche e i beni di lusso. E su questo nessun problema.
La misura di «equità» si accompagnerebbe, sempre nella manovra che il governo sta mettendo a punto in queste ore, alla patrimoniale sulle seconde e terze case. E qui cominciano i problemi... Stando alle anticipazioni, il pacchetto-casa prevederebbe l'incremento al 15-20% della percentuale di adeguamento delle rendite catastali dal 5% attuale per un maggior gettito fino a due miliardi, la reintroduzione dell'Ici sulle prime, accompagnata da agevolazioni o detrazioni legate al reddito. Senza parlare della stretta sull'IRPEF...
La misura di «equità» si accompagnerebbe, sempre nella manovra che il governo sta mettendo a punto in queste ore, alla patrimoniale sulle seconde e terze case. E qui cominciano i problemi... Stando alle anticipazioni, il pacchetto-casa prevederebbe l'incremento al 15-20% della percentuale di adeguamento delle rendite catastali dal 5% attuale per un maggior gettito fino a due miliardi, la reintroduzione dell'Ici sulle prime, accompagnata da agevolazioni o detrazioni legate al reddito. Senza parlare della stretta sull'IRPEF...
giovedì 1 dicembre 2011
Effetti della crisi, mense dei poveri sempre più affollate
Sono 126 mila i calabresi che nel corso dell’anno 2011 si sono rivolti alla rete di solidarietà che fornisce un pasto caldo o almeno una provvista alimentare alle persone che non riescono a rimediare il cibo necessario per sopravvivere.
Nel 2010, gli assistiti erano stati invece 99mila 689 e mai in precedenza si era verificato un incremento di oltre ventiseimila persone nell’arco di dodici mesi. I dati emergono dalle statistiche raccolte per celebrare i quindici anni di attività del Banco alimentare in Calabria. Erano poco meno di ventiduemila gli affamati ai quali si dava aiuto nel 1996, quando è nata la costola regionale della fondazione costituita sette anni prima su ispirazione del leader di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, e del patron del marchio alimentare Star, Danilo Fossati. Da allora è stata una crescita continua, di pari passo con l’incremento degli enti che si appoggiano al Banco per reperire gli alimenti da distribuire ai poveri: erano 193 agli esordi in Calabria, sono diventati 646 nel 2011. Ma, nell’ultimo anno, l’adesione alla rete di tredici tra mense e centri d’accoglienza non basta a giustificare l’impennata registrata nel numero di bocche da sfamare: tra il 2009 e il 2010, ad esempio, si erano aggiunti venti presidi di distribuzione ma il numero degli assistiti era cresciuto di appena 1.600 unità.
Gianni Romeo, direttore generale della fondazione del Banco alimentare in Calabria, spiega come si arriva a registrare un dato così marcato: «C’è una richiesta d’aiuto crescente che ci arriva da ogni parte della Calabria» dice. E aggiunge che dal suo osservatorio si rileva una «situazione critica» legata in particolare «all’incremento della precarietà che mette in difficoltà le famiglie calabresi tanto da rendere difficile procurarsi persino il cibo».
Un’analisi che arriva a confermare quanto emerso un mese fa, in occasione della presentazione del dossier sulla povertà di Caritas-Zancan. In quell’occasione, nel capitolo dedicato alla Calabria, si scoprì che il 26% delle famiglie nel 2010 si trovava in condizioni di povertà relativa (cioè con difficoltà nella fruizione di beni e servizi rispetto al livello di vita medio del luogo) a fronte di un dato nazionale che non superava l’undici per cento.
Ma soprattutto, si rilevava che rispetto all’anno precedente erano aumentate del 2,3 per cento le case calabresi nelle quali non si riusciva a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni, fenomeno che quindi arrivava a colpire poco meno di nove famiglie su cento.
Un’emergenza di fronte alla quale, tra l’altro, gli strumenti sembrano essere insufficienti. Se il rapporto Caritas-Zancan denunciava una spesa sociale pro capite che in Calabria era pari a un terzo di quella nazionale, il Banco alimentare rileva anche un problema di mentalità nel collaborare con la rete di solidarietà che vuole combattere lo spreco alimentare raccogliendo l’eccedenza della filiera agroalimentare e distribuendolo agli enti che assistono i poveri.
Fonte: quotidiano della Calabria
Nel 2010, gli assistiti erano stati invece 99mila 689 e mai in precedenza si era verificato un incremento di oltre ventiseimila persone nell’arco di dodici mesi. I dati emergono dalle statistiche raccolte per celebrare i quindici anni di attività del Banco alimentare in Calabria. Erano poco meno di ventiduemila gli affamati ai quali si dava aiuto nel 1996, quando è nata la costola regionale della fondazione costituita sette anni prima su ispirazione del leader di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, e del patron del marchio alimentare Star, Danilo Fossati. Da allora è stata una crescita continua, di pari passo con l’incremento degli enti che si appoggiano al Banco per reperire gli alimenti da distribuire ai poveri: erano 193 agli esordi in Calabria, sono diventati 646 nel 2011. Ma, nell’ultimo anno, l’adesione alla rete di tredici tra mense e centri d’accoglienza non basta a giustificare l’impennata registrata nel numero di bocche da sfamare: tra il 2009 e il 2010, ad esempio, si erano aggiunti venti presidi di distribuzione ma il numero degli assistiti era cresciuto di appena 1.600 unità.
Gianni Romeo, direttore generale della fondazione del Banco alimentare in Calabria, spiega come si arriva a registrare un dato così marcato: «C’è una richiesta d’aiuto crescente che ci arriva da ogni parte della Calabria» dice. E aggiunge che dal suo osservatorio si rileva una «situazione critica» legata in particolare «all’incremento della precarietà che mette in difficoltà le famiglie calabresi tanto da rendere difficile procurarsi persino il cibo».
Un’analisi che arriva a confermare quanto emerso un mese fa, in occasione della presentazione del dossier sulla povertà di Caritas-Zancan. In quell’occasione, nel capitolo dedicato alla Calabria, si scoprì che il 26% delle famiglie nel 2010 si trovava in condizioni di povertà relativa (cioè con difficoltà nella fruizione di beni e servizi rispetto al livello di vita medio del luogo) a fronte di un dato nazionale che non superava l’undici per cento.
Ma soprattutto, si rilevava che rispetto all’anno precedente erano aumentate del 2,3 per cento le case calabresi nelle quali non si riusciva a fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni, fenomeno che quindi arrivava a colpire poco meno di nove famiglie su cento.
Un’emergenza di fronte alla quale, tra l’altro, gli strumenti sembrano essere insufficienti. Se il rapporto Caritas-Zancan denunciava una spesa sociale pro capite che in Calabria era pari a un terzo di quella nazionale, il Banco alimentare rileva anche un problema di mentalità nel collaborare con la rete di solidarietà che vuole combattere lo spreco alimentare raccogliendo l’eccedenza della filiera agroalimentare e distribuendolo agli enti che assistono i poveri.
Fonte: quotidiano della Calabria
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